Vasche

Prima sala

Nella prima sala troviamo la vasca tattile Proteus, nella quale è riprodotto un ambiente roccioso caratteristico dei primi metri di profondità; numerosi sono gli organismi vegetali ed animali presenti all’interno della vasca quali Alghe Fotofile (Padinia, Cystoseira), molluschi, paguri, oloturie (cetrioli di mare), ricci, stelle marine e piccoli pesci (cefali, bavose, ecc.).

Tale vasca è detta tattile perché è una vasca aperta e ciò consente ai visitatori di osservare da vicino gli organismi presenti e, addirittura, di poterli toccare.

L’esperienza tattile risulta di particolare interesse soprattutto per i visitatori più giovani: il Museo, infatti, è meta di numerose visite da parte di scolaresche che, grazie a questa vasca, hanno la possibilità di avere uno strumento didattico diretto per lo studio della biologia marina.

Una vasca è invece dedicata alle cosiddette specie aliene, ovvero quei pesci che provengono da mari tropicali e che negli ultimi anni, a causa dell’innalzamento delle temperature medie del mare nostrum, cominciano ad abitare anche il Mediterraneo (pesce scorpione, pesce palla, barracuda), mettendo a rischio gli ecosistemi autoctoni e la fauna tipica del nostro bacino.

Un’altra vasca è dedicata invece al problema dei rifiuti in mare e del beach litter. Plastica, lattine, rifiuti in genere, sono sempre più presenti nei nostri fondali e nelle nostre acque. Una vasca didattica ne racconta i rischi e le minacce da essi rappresentati.

Nella prima sala è anche presente una sezione dedicata alle tartarughe marine, che sempre di più scelgono il Cilento per le loro spettacolari nidificazioni. Il plastico di un nido e numerosi video raccontano questi straordinari eventi.
Il nostro Museo è un nodo della rete regionale di primo soccorso per questi animali.
In questa prima sala, inoltre, sono esposte conchiglie, spugne e carapaci, nonchè tradizionali attrezzi da pesca utilizzati dai pescatori locali (nasse, reti da posta, ecc.) e reperti archeologici (anfore) ritrovati sui fondali del litorale di Pioppi.

Essendo il nostro un Museo del Mare, spesso possono incontrarsi tra le vasche specie particolari, non segnalate in queste pagine: ciò rende la visita ogni volta diversa e ogni volta sorprendente.

Prima sala

Nella prima sala troviamo la vasca tattile Proteus, nella quale è riprodotto un ambiente roccioso caratteristico dei primi metri di profondità; numerosi sono gli organismi vegetali ed animali presenti all’interno della vasca quali Alghe Fotofile (Padinia, Cystoseira), molluschi, paguri, oloturie (cetrioli di mare), ricci, stelle marine e piccoli pesci (cefali, bavose, ecc.).

Tale vasca è detta tattile perché è una vasca aperta e ciò consente ai visitatori di osservare da vicino gli organismi presenti e, addirittura, di poterli toccare.

L’esperienza tattile risulta di particolare interesse soprattutto per i visitatori più giovani: il Museo, infatti, è meta di numerose visite da parte di scolaresche che, grazie a questa vasca, hanno la possibilità di avere uno strumento didattico diretto per lo studio della biologia marina.

Una vasca è invece dedicata alle cosiddette specie aliene, ovvero quei pesci che provengono da mari tropicali e che negli ultimi anni, a causa dell’innalzamento delle temperature medie del mare nostrum, cominciano ad abitare anche il Mediterraneo (pesce scorpione, pesce palla, barracuda), mettendo a rischio gli ecosistemi autoctoni e la fauna tipica del nostro bacino.

Un’altra vasca è dedicata invece al problema dei rifiuti in mare e del beach litter. Plastica, lattine, rifiuti in genere, sono sempre più presenti nei nostri fondali e nelle nostre acque. Una vasca didattica ne racconta i rischi e le minacce da essi rappresentati.

Nella prima sala è anche presente una sezione dedicata alle tartarughe marine, che sempre di più scelgono il Cilento per le loro spettacolari nidificazioni. Il plastico di un nido e numerosi video raccontano questi straordinari eventi.
Il nostro Museo è un nodo della rete regionale di primo soccorso per questi animali.
In questa prima sala, inoltre, sono esposte conchiglie, spugne e carapaci, nonchè tradizionali attrezzi da pesca utilizzati dai pescatori locali (nasse, reti da posta, ecc.) e reperti archeologici (anfore) ritrovati sui fondali del litorale di Pioppi.

Essendo il nostro un Museo del Mare, spesso possono incontrarsi tra le vasche specie particolari, non segnalate in queste pagine: ciò rende la visita ogni volta diversa e ogni volta sorprendente.

Seconda sala

Nella seconda sala si possono osservare ben sette vasche in ciascuna delle quali è rappresentato un tipico ambiente sottomarino dei fondali cilentani fino ai 40 metri di profondità.

Una vasca propone i primi metri di profondità di un tipico ambiente sabbioso del Tirreno inferiore, nella quale si possono osservare molte specie caratteristiche degli habitat più superficiali della costa cilentana, quali scorfani, castagnole, bavose, triglie, ghiozzi, piccoli rombi, stelle marine, perchie, ma anche organismi vegetali come Acetabularia, Codium bursa, Padina pavonica, Alghe coralline, ecc.

Un’altra vasca è invece dedicata alla Posidonia oceanica, pianta endemica del Mediterraneo, che costituisce estese praterie che colonizzano i fondali cilentani da Agropoli fino a Palinuro; tale habitat riveste un’importanza fondamentale per l’ecosistema marino-costiero sia per le numerose specie vegetali e animali che trovano rifugio e nutrimento, sia per l’elevato contributo che tali praterie offrono alla tutela dell’ambiente costiero e, soprattutto, alla protezione contro l’erosione delle coste.

Nella Vasca dei Crostacei, sono rappresentati habitat rocciosi più profondi (30-40 metri) e qui si possono ammirare grossi paguri, aragoste (Palinurus elephas) e alcuni esemplari di magnosa (Scyllrides latus), crostaceo caratteristico di questi fondali dove si ritrova tra gli anfratti e le “spaccature” della roccia.

Un’altra vasca è invece dedicata agli organismi sessili, caratteristici animali che vivono ancorati al substrato non essendo capaci di muoversi. Si possono ammirare esemplari di gorgonia bianca (Eunicella singularis), di attinie o pomodori di mare (Actinia equina), di anemoni di mare (Anemonia sulcata), di cerianti (Cerianthus membranaceus), di madrepore (Cladocora caespitosa),ecc.
Un’ultima vasca è dedicata agli ambienti portuali, dove sono presenti esemplari di saraghi (Diplodus vulgaris, D. sargus), di occhiate (Oblada melanura), di spigole (Dicentrarcus labrax), di cefali, di labridi, ecc.

Vi sono poi due vasche vasca dedicate allo studio ed all’osservazione di due organismi animali molto comuni lungo le coste cilentane: la vasca del polpo (Octopus vulgaris), all’interno della quale è possibile ammirare alcuni esemplari che si mimetizzano tra roccia e vegetazione presente e quella della murena (Muraena helena), specie sedentaria della quale spicca la bocca, di solito spalancata ed armata di aguzzi denti, che le conferisce un aspetto aggressivo.

Seconda sala

Nella seconda sala si possono osservare ben sette vasche in ciascuna delle quali è rappresentato un tipico ambiente sottomarino dei fondali cilentani fino ai 40 metri di profondità.

Una vasca propone i primi metri di profondità di un tipico ambiente sabbioso del Tirreno inferiore, nella quale si possono osservare molte specie caratteristiche degli habitat più superficiali della costa cilentana, quali scorfani, castagnole, bavose, triglie, ghiozzi, piccoli rombi, stelle marine, perchie, ma anche organismi vegetali come Acetabularia, Codium bursa, Padina pavonica, Alghe coralline, ecc.

Un’altra vasca è invece dedicata alla Posidonia oceanica, pianta endemica del Mediterraneo, che costituisce estese praterie che colonizzano i fondali cilentani da Agropoli fino a Palinuro; tale habitat riveste un’importanza fondamentale per l’ecosistema marino-costiero sia per le numerose specie vegetali e animali che trovano rifugio e nutrimento, sia per l’elevato contributo che tali praterie offrono alla tutela dell’ambiente costiero e, soprattutto, alla protezione contro l’erosione delle coste.

Nella Vasca dei Crostacei, sono rappresentati habitat rocciosi più profondi (30-40 metri) e qui si possono ammirare grossi paguri, aragoste (Palinurus elephas) e alcuni esemplari di magnosa (Scyllrides latus), crostaceo caratteristico di questi fondali dove si ritrova tra gli anfratti e le “spaccature” della roccia.

Un’altra vasca è invece dedicata agli organismi sessili, caratteristici animali che vivono ancorati al substrato non essendo capaci di muoversi. Si possono ammirare esemplari di gorgonia bianca (Eunicella singularis), di attinie o pomodori di mare (Actinia equina), di anemoni di mare (Anemonia sulcata), di cerianti (Cerianthus membranaceus), di madrepore (Cladocora caespitosa),ecc.
Un’ultima vasca è dedicata agli ambienti portuali, dove sono presenti esemplari di saraghi (Diplodus vulgaris, D. sargus), di occhiate (Oblada melanura), di spigole (Dicentrarcus labrax), di cefali, di labridi, ecc.

Vi sono poi due vasche vasca dedicate allo studio ed all’osservazione di due organismi animali molto comuni lungo le coste cilentane: la vasca del polpo (Octopus vulgaris), all’interno della quale è possibile ammirare alcuni esemplari che si mimetizzano tra roccia e vegetazione presente e quella della murena (Muraena helena), specie sedentaria della quale spicca la bocca, di solito spalancata ed armata di aguzzi denti, che le conferisce un aspetto aggressivo.

Terza sala

Nella terza sala sono presenti due vasche dette di profondità proprio perché al loro interno sono riprodotti quei fondali rocciosi caratterizzati da anfratti e grotte, regno incontrastato di pesci di grosse dimensioni.

In tali vasche, infatti, è possibile osservare una grossa cernia bruna (Epinephelus marginatus) e cernie dorate (Epinephelus costae), così dette per la presenza di una macchia gialla su un lato del corpo, pesci balestra (Balistes capriscus) di grosse dimensioni, orate (Sparus aurata), corvine (Sciaena umbra), ecc…

Un’altra vasca più piccola propone un ecosistema tipico del Cilento, il cosiddetto Flisch cilentano, la tipica falesia nelle cui cavità trovano dimora colonie di gorgonie e spirografi; questo acquario ospita prevalentemente piccolissi esemplari di specie tipiche del nostro mare, dal pesce ago a piccoli gamberetti e minuscoli paguri.

Terza sala

Nella terza sala sono presenti due vasche dette di profondità proprio perché al loro interno sono riprodotti quei fondali rocciosi caratterizzati da anfratti e grotte, regno incontrastato di pesci di grosse dimensioni.

In tali vasche, infatti, è possibile osservare una grossa cernia bruna (Epinephelus marginatus) e cernie dorate (Epinephelus costae), così dette per la presenza di una macchia gialla su un lato del corpo, pesci balestra (Balistes capriscus) di grosse dimensioni, orate (Sparus aurata), corvine (Sciaena umbra), ecc…

Un’altra vasca più piccola propone un ecosistema tipico del Cilento, il cosiddetto Flisch cilentano, la tipica falesia nelle cui cavità trovano dimora colonie di gorgonie e spirografi; questo acquario ospita prevalentemente piccolissi esemplari di specie tipiche del nostro mare, dal pesce ago a piccoli gamberetti e minuscoli paguri.