Dove siamo

MUSea – Museo Vivo del Mare di Pioppi
Via Caracciolo, 178 – 84068 Pioppi (SA)
Chiamaci al: 0974 905059

Il territorio

Pollica

Il Comune di Pollica, situato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, si estende lungo le pendici occidentali del massiccio del Monte Stella, fino a bagnarsi in un mare cristallino.
La sua morfologia offre alla vista suggestive varietà di paesaggi e angoli di straordinaria bellezza, nella zona collinare come lungo la costa, ricca di calette nascoste e ampie spiagge di sabbia finissima. Il territorio comunale si snoda tra i borghi di Pioppi e di Acciaroli, che si specchiano nel mare, e quelli di Galdo, Cannicchio, Celso e del capoluogo Pollica, che lo osservano dall’alto del colle Serra di Molini a Vento (557 m s.l.m.): in questi luoghi si pratica il ‘buon vivere’ e per questo motivo vale la pena farvi una passeggiata…

Cenni storici

Pollica è, come dice il toponimo stesso, una piccola polis, una cittadina in sé conclusa. Qui tra il VII e l’VIII sec. d.C. giunsero i monaci basiliani e vi fondarono il proprio cenobio: una comunità in fuga dall’Oriente bizantino, trova la propria dimensione tra le balze e i sentieri di questa fetta di sud. Le notizie più antiche sulla presenza di un insediamento risalgono all’’XII secolo. Fu in seguito feudo dei principi Capano, quindi dal 1795 dei De Liguori, fino all’avvento della dominazione borbonica. Un insieme di sane regole del vivere comune ispira la gestione del territorio, attenta a rivitalizzare il tessuto insediativo di terrazzamenti greco-bizantini, di case in pietra locale, di muretti a secco tracciati tra nodosi alberi di fico e secolari ulivi, del mare blu da sempre volano di contatti e contaminazioni, oggettivati nelle abitudini alimentari che hanno eletto il Cilento e Pollica Patria della Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’Umanità dal 2011.

Pollica capoluogo

Il Castello dei Principi Capano, che, secondo la tradizione, ha ospitato più volte S. Alfonso De’ Liguori, è stato edificato nel 1290 e ancora oggi domina il capoluogo, svettando sui tetti e sui comignoli del piccolo centro. L’attuale sistemazione architettonica, frutto del restauro effettuato nel 1610 per volere di Vincenzo Capano, è tutta incentrata attorno alla possente torre a pianta quadrata che si erge su tre piani, ciascuno con una monofora e la caratteristica colombaia finale. Un corridoio voltato si apre su un ampio cortile, circondato dagli ambienti di servizio: l’ugliaro, il frantoio, i posti di guardia e le stalle. Il primo piano si snoda tra ampi saloni che culminano in un suggestivo loggiato, riparato da archi a tutto sesto aperti sul golfo di Salerno: nel 1997 il Castello è stato acquistato dal Comune che lo ha restaurato e destinato a fini culturali, con l’ubicazione del Centro Studi della Dieta Mediterranea. Di notevole pregio è anche il Convento Francescano di S. Maria delle Grazie, edificato nel 1625. Dal 1931, il Convento, testimonianza religiosa e sociale di inestimabile valore, ha perso i suoi ultimi abitanti, lasciando un enorme vuoto nella comunità. Due delle tele dei quattro altari della chiesa del Convento, sono state attribuite al Malinconico, seguace di Luca Giordano, mentre il soffitto ligneo a cassettoni, opera di Giuseppe Marrocco da Celso, ospita al centro una tela di Matteo Cilento, raffigurante l’Assunta. Degni di nota, infine, il coro ligneo, l’organo ed un grande stipo del XVIII sec., la sagrestia con soffitto ligneo ed un lavabo a conchiglia in pietra scolpita. La Chiesa di San Pietro è la più antica di Pollica. Costruita nel 1524 fu un tempo oratorio pubblico di patronato della famiglia Pepe. Nella chiesetta, attualmente sconsacrata, si possono ammirare lo stemma della famiglia sul portone di ingresso ed all’interno, nella navata centrale, un bell’altare in marmi policromi ed un’acquasantiera in pietra.

Pollica

Il Comune di Pollica, situato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, si estende lungo le pendici occidentali del massiccio del Monte Stella, fino a bagnarsi in un mare cristallino.
La sua morfologia offre alla vista suggestive varietà di paesaggi e angoli di straordinaria bellezza, nella zona collinare come lungo la costa, ricca di calette nascoste e ampie spiagge di sabbia finissima. Il territorio comunale si snoda tra i borghi di Pioppi e di Acciaroli, che si specchiano nel mare, e quelli di Galdo, Cannicchio, Celso e del capoluogo Pollica, che lo osservano dall’alto del colle Serra di Molini a Vento (557 m s.l.m.): in questi luoghi si pratica il ‘buon vivere’ e per questo motivo vale la pena farvi una passeggiata…

Cenni storici

Pollica è, come dice il toponimo stesso, una piccola polis, una cittadina in sé conclusa. Qui tra il VII e l’VIII sec. d.C. giunsero i monaci basiliani e vi fondarono il proprio cenobio: una comunità in fuga dall’Oriente bizantino, trova la propria dimensione tra le balze e i sentieri di questa fetta di sud. Le notizie più antiche sulla presenza di un insediamento risalgono all’’XII secolo. Fu in seguito feudo dei principi Capano, quindi dal 1795 dei De Liguori, fino all’avvento della dominazione borbonica. Un insieme di sane regole del vivere comune ispira la gestione del territorio, attenta a rivitalizzare il tessuto insediativo di terrazzamenti greco-bizantini, di case in pietra locale, di muretti a secco tracciati tra nodosi alberi di fico e secolari ulivi, del mare blu da sempre volano di contatti e contaminazioni, oggettivati nelle abitudini alimentari che hanno eletto il Cilento e Pollica Patria della Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’Umanità dal 2011.

Pollica capoluogo

Il Castello dei Principi Capano, che, secondo la tradizione, ha ospitato più volte S. Alfonso De’ Liguori, è stato edificato nel 1290 e ancora oggi domina il capoluogo, svettando sui tetti e sui comignoli del piccolo centro. L’attuale sistemazione architettonica, frutto del restauro effettuato nel 1610 per volere di Vincenzo Capano, è tutta incentrata attorno alla possente torre a pianta quadrata che si erge su tre piani, ciascuno con una monofora e la caratteristica colombaia finale. Un corridoio voltato si apre su un ampio cortile, circondato dagli ambienti di servizio: l’ugliaro, il frantoio, i posti di guardia e le stalle. Il primo piano si snoda tra ampi saloni che culminano in un suggestivo loggiato, riparato da archi a tutto sesto aperti sul golfo di Salerno: nel 1997 il Castello è stato acquistato dal Comune che lo ha restaurato e destinato a fini culturali, con l’ubicazione del Centro Studi della Dieta Mediterranea. Di notevole pregio è anche il Convento Francescano di S. Maria delle Grazie, edificato nel 1625. Dal 1931, il Convento, testimonianza religiosa e sociale di inestimabile valore, ha perso i suoi ultimi abitanti, lasciando un enorme vuoto nella comunità. Due delle tele dei quattro altari della chiesa del Convento, sono state attribuite al Malinconico, seguace di Luca Giordano, mentre il soffitto ligneo a cassettoni, opera di Giuseppe Marrocco da Celso, ospita al centro una tela di Matteo Cilento, raffigurante l’Assunta. Degni di nota, infine, il coro ligneo, l’organo ed un grande stipo del XVIII sec., la sagrestia con soffitto ligneo ed un lavabo a conchiglia in pietra scolpita. La Chiesa di San Pietro è la più antica di Pollica. Costruita nel 1524 fu un tempo oratorio pubblico di patronato della famiglia Pepe. Nella chiesetta, attualmente sconsacrata, si possono ammirare lo stemma della famiglia sul portone di ingresso ed all’interno, nella navata centrale, un bell’altare in marmi policromi ed un’acquasantiera in pietra.

Acciaroli

Le prime notizie di Aczarulo – probabilmente derivato da “lazzarolo”, arbusto simile al biancospino oppure da – risalgono alla metà del 1100. Nei secoli a venire Acciaroli ha sempre costituito un importante snodo commerciale costiero, fino al XIX sec. sede di Dogana. Tra i monumenti di maggiore rilievo, la Chiesa dell’Annunziata domina il porto e rappresenta una delle testimonianze più antiche del piccolo borgo, nonostante i numerosi rifacimenti, il più recente del 1971. Al suo interno è possibile ammirare anche alcuni reperti di età romana reimpiegati per esigenze del culto. Alle spalle dell’ingresso della chiesa sorge una torre a base quadrata, risalente agli inizi del XII sec. Utilizzata fino alla dominazione spagnola nel sistema difensivo costiero, è oggi una residenza privata. Lungo la strada che da Acciaroli porta a Pioppi si incontrano, proprio a ridosso della scogliera, i resti di un’altra fortificazione, nota come Torre Caleo, costruita nel 1520 e caduta in disuso dopo l’Unità d’Italia. Acciaroli è di certo la località più nota del territorio comunale, per via dell’importante porto turistico e dei tanti alberghi e ristoranti che vi sorgono tutt’attorno. Nonostante sia diventata negli ultimi anni meta ambita del turismo balneare italiano e del turismo di lusso, è riuscita a mantenere integra la propria identità, grazie ad equilibrati interventi architettonici e alla forte presenza di una comunità di pescatori molto attivi, anche nel settore dell’ospitalità e della ristorazione.

Acciaroli

Le prime notizie di Aczarulo – probabilmente derivato da “lazzarolo”, arbusto simile al biancospino oppure da – risalgono alla metà del 1100. Nei secoli a venire Acciaroli ha sempre costituito un importante snodo commerciale costiero, fino al XIX sec. sede di Dogana. Tra i monumenti di maggiore rilievo, la Chiesa dell’Annunziata domina il porto e rappresenta una delle testimonianze più antiche del piccolo borgo, nonostante i numerosi rifacimenti, il più recente del 1971. Al suo interno è possibile ammirare anche alcuni reperti di età romana reimpiegati per esigenze del culto. Alle spalle dell’ingresso della chiesa sorge una torre a base quadrata, risalente agli inizi del XII sec. Utilizzata fino alla dominazione spagnola nel sistema difensivo costiero, è oggi una residenza privata. Lungo la strada che da Acciaroli porta a Pioppi si incontrano, proprio a ridosso della scogliera, i resti di un’altra fortificazione, nota come Torre Caleo, costruita nel 1520 e caduta in disuso dopo l’Unità d’Italia. Acciaroli è di certo la località più nota del territorio comunale, per via dell’importante porto turistico e dei tanti alberghi e ristoranti che vi sorgono tutt’attorno. Nonostante sia diventata negli ultimi anni meta ambita del turismo balneare italiano e del turismo di lusso, è riuscita a mantenere integra la propria identità, grazie ad equilibrati interventi architettonici e alla forte presenza di una comunità di pescatori molto attivi, anche nel settore dell’ospitalità e della ristorazione.

Cannicchio

Le prime notizie di Aczarulo – probabilmente derivato da “lazzarolo”, arbusto simile al biancospino oppure da – risalgono alla metà del 1100. Nei secoli a venire Acciaroli ha sempre costituito un importante snodo commerciale costiero, fino al XIX sec. sede di Dogana. Tra i monumenti di maggiore rilievo, la Chiesa dell’Annunziata domina il porto e rappresenta una delle testimonianze più antiche del piccolo borgo, nonostante i numerosi rifacimenti, il più recente del 1971. Al suo interno è possibile ammirare anche alcuni reperti di età romana reimpiegati per esigenze del culto. Alle spalle dell’ingresso della chiesa sorge una torre a base quadrata, risalente agli inizi del XII sec. Utilizzata fino alla dominazione spagnola nel sistema difensivo costiero, è oggi una residenza privata. Lungo la strada che da Acciaroli porta a Pioppi si incontrano, proprio a ridosso della scogliera, i resti di un’altra fortificazione, nota come Torre Caleo, costruita nel 1520 e caduta in disuso dopo l’Unità d’Italia. Acciaroli è di certo la località più nota del territorio comunale, per via dell’importante porto turistico e dei tanti alberghi e ristoranti che vi sorgono tutt’attorno. Nonostante sia diventata negli ultimi anni meta ambita del turismo balneare italiano e del turismo di lusso, è riuscita a mantenere integra la propria identità, grazie ad equilibrati interventi architettonici e alla forte presenza di una comunità di pescatori molto attivi, anche nel settore dell’ospitalità e della ristorazione.

Cannicchio

Le prime notizie di Aczarulo – probabilmente derivato da “lazzarolo”, arbusto simile al biancospino oppure da – risalgono alla metà del 1100. Nei secoli a venire Acciaroli ha sempre costituito un importante snodo commerciale costiero, fino al XIX sec. sede di Dogana. Tra i monumenti di maggiore rilievo, la Chiesa dell’Annunziata domina il porto e rappresenta una delle testimonianze più antiche del piccolo borgo, nonostante i numerosi rifacimenti, il più recente del 1971. Al suo interno è possibile ammirare anche alcuni reperti di età romana reimpiegati per esigenze del culto. Alle spalle dell’ingresso della chiesa sorge una torre a base quadrata, risalente agli inizi del XII sec. Utilizzata fino alla dominazione spagnola nel sistema difensivo costiero, è oggi una residenza privata. Lungo la strada che da Acciaroli porta a Pioppi si incontrano, proprio a ridosso della scogliera, i resti di un’altra fortificazione, nota come Torre Caleo, costruita nel 1520 e caduta in disuso dopo l’Unità d’Italia. Acciaroli è di certo la località più nota del territorio comunale, per via dell’importante porto turistico e dei tanti alberghi e ristoranti che vi sorgono tutt’attorno. Nonostante sia diventata negli ultimi anni meta ambita del turismo balneare italiano e del turismo di lusso, è riuscita a mantenere integra la propria identità, grazie ad equilibrati interventi architettonici e alla forte presenza di una comunità di pescatori molto attivi, anche nel settore dell’ospitalità e della ristorazione.

Celso

L’origine di Celso è antica e si collega alla fuga di alcune famiglie da Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono più in alto verso la collina: conserva ancora l’antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei quartieri di San Biase e Valle. Molte case si adornano di torrini difensivi, posti a guardia di massicce porte carraie, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta. Tra i luoghi di interesse storico c’è il Palazzo Baronale Mazziotti, oggi monumento nazionale, in cui è nato Matteo Mazziotti, insigne studioso del Risorgimento cilentano e parlamentare nel primo dopoguerra. La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Costruita in pietra locale e ornata da cornici in cotto, presenta un campanile molto basso rispetto al complesso architettonico, edificato nel XVIII sec. La Chiesetta di S. Giovanni, eretta agli inizi del ‘500, sorge sulla strada rurale verso Casal Velino. Appartiene al nucleo dell’antico borgo di Praganito, villaggio abbandonato nel XII sec. Lo splendido Convento di Costantinopoli fu costruito nel XV sec. da alcuni profughi di Costantinopoli che, fuggiti da Maometto II, vollero edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Nel 1610, Antonio Griso, signore del posto, affidò la cappella ai frati agostiniani che vi fondarono un convento, soppresso dopo circa un decennio per mancanza di risorse.

Celso

L’origine di Celso è antica e si collega alla fuga di alcune famiglie da Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono più in alto verso la collina: conserva ancora l’antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei quartieri di San Biase e Valle. Molte case si adornano di torrini difensivi, posti a guardia di massicce porte carraie, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta. Tra i luoghi di interesse storico c’è il Palazzo Baronale Mazziotti, oggi monumento nazionale, in cui è nato Matteo Mazziotti, insigne studioso del Risorgimento cilentano e parlamentare nel primo dopoguerra. La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Costruita in pietra locale e ornata da cornici in cotto, presenta un campanile molto basso rispetto al complesso architettonico, edificato nel XVIII sec. La Chiesetta di S. Giovanni, eretta agli inizi del ‘500, sorge sulla strada rurale verso Casal Velino. Appartiene al nucleo dell’antico borgo di Praganito, villaggio abbandonato nel XII sec. Lo splendido Convento di Costantinopoli fu costruito nel XV sec. da alcuni profughi di Costantinopoli che, fuggiti da Maometto II, vollero edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Nel 1610, Antonio Griso, signore del posto, affidò la cappella ai frati agostiniani che vi fondarono un convento, soppresso dopo circa un decennio per mancanza di risorse.

Galdo

L’origine di Celso è antica e si collega alla fuga di alcune famiglie da Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono più in alto verso la collina: conserva ancora l’antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei quartieri di San Biase e Valle. Molte case si adornano di torrini difensivi, posti a guardia di massicce porte carraie, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta. Tra i luoghi di interesse storico c’è il Palazzo Baronale Mazziotti, oggi monumento nazionale, in cui è nato Matteo Mazziotti, insigne studioso del Risorgimento cilentano e parlamentare nel primo dopoguerra. La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Costruita in pietra locale e ornata da cornici in cotto, presenta un campanile molto basso rispetto al complesso architettonico, edificato nel XVIII sec. La Chiesetta di S. Giovanni, eretta agli inizi del ‘500, sorge sulla strada rurale verso Casal Velino. Appartiene al nucleo dell’antico borgo di Praganito, villaggio abbandonato nel XII sec. Lo splendido Convento di Costantinopoli fu costruito nel XV sec. da alcuni profughi di Costantinopoli che, fuggiti da Maometto II, vollero edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Nel 1610, Antonio Griso, signore del posto, affidò la cappella ai frati agostiniani che vi fondarono un convento, soppresso dopo circa un decennio per mancanza di risorse.

Galdo

L’origine di Celso è antica e si collega alla fuga di alcune famiglie da Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono più in alto verso la collina: conserva ancora l’antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei quartieri di San Biase e Valle. Molte case si adornano di torrini difensivi, posti a guardia di massicce porte carraie, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta. Tra i luoghi di interesse storico c’è il Palazzo Baronale Mazziotti, oggi monumento nazionale, in cui è nato Matteo Mazziotti, insigne studioso del Risorgimento cilentano e parlamentare nel primo dopoguerra. La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Costruita in pietra locale e ornata da cornici in cotto, presenta un campanile molto basso rispetto al complesso architettonico, edificato nel XVIII sec. La Chiesetta di S. Giovanni, eretta agli inizi del ‘500, sorge sulla strada rurale verso Casal Velino. Appartiene al nucleo dell’antico borgo di Praganito, villaggio abbandonato nel XII sec. Lo splendido Convento di Costantinopoli fu costruito nel XV sec. da alcuni profughi di Costantinopoli che, fuggiti da Maometto II, vollero edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Nel 1610, Antonio Griso, signore del posto, affidò la cappella ai frati agostiniani che vi fondarono un convento, soppresso dopo circa un decennio per mancanza di risorse.

Pioppi

L’origine di Celso è antica e si collega alla fuga di alcune famiglie da Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono più in alto verso la collina: conserva ancora l’antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei quartieri di San Biase e Valle. Molte case si adornano di torrini difensivi, posti a guardia di massicce porte carraie, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta. Tra i luoghi di interesse storico c’è il Palazzo Baronale Mazziotti, oggi monumento nazionale, in cui è nato Matteo Mazziotti, insigne studioso del Risorgimento cilentano e parlamentare nel primo dopoguerra. La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Costruita in pietra locale e ornata da cornici in cotto, presenta un campanile molto basso rispetto al complesso architettonico, edificato nel XVIII sec. La Chiesetta di S. Giovanni, eretta agli inizi del ‘500, sorge sulla strada rurale verso Casal Velino. Appartiene al nucleo dell’antico borgo di Praganito, villaggio abbandonato nel XII sec. Lo splendido Convento di Costantinopoli fu costruito nel XV sec. da alcuni profughi di Costantinopoli che, fuggiti da Maometto II, vollero edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Nel 1610, Antonio Griso, signore del posto, affidò la cappella ai frati agostiniani che vi fondarono un convento, soppresso dopo circa un decennio per mancanza di risorse.

Pioppi

L’origine di Celso è antica e si collega alla fuga di alcune famiglie da Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono più in alto verso la collina: conserva ancora l’antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei quartieri di San Biase e Valle. Molte case si adornano di torrini difensivi, posti a guardia di massicce porte carraie, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta. Tra i luoghi di interesse storico c’è il Palazzo Baronale Mazziotti, oggi monumento nazionale, in cui è nato Matteo Mazziotti, insigne studioso del Risorgimento cilentano e parlamentare nel primo dopoguerra. La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Costruita in pietra locale e ornata da cornici in cotto, presenta un campanile molto basso rispetto al complesso architettonico, edificato nel XVIII sec. La Chiesetta di S. Giovanni, eretta agli inizi del ‘500, sorge sulla strada rurale verso Casal Velino. Appartiene al nucleo dell’antico borgo di Praganito, villaggio abbandonato nel XII sec. Lo splendido Convento di Costantinopoli fu costruito nel XV sec. da alcuni profughi di Costantinopoli che, fuggiti da Maometto II, vollero edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Nel 1610, Antonio Griso, signore del posto, affidò la cappella ai frati agostiniani che vi fondarono un convento, soppresso dopo circa un decennio per mancanza di risorse.